Nasty questions

Nel nostro lavoro prepariamo quotidianamente i manager delle aziende nostre clienti a sostenere interviste ma non ripeteremo mai abbastanza quanto oggi sia fondamentale essere pronti a gestire quelle che in inglese si definiscono “nasty questions”. Sostenere interviste è un lavoro e come tale bisogna imparare a farlo bene, studiando e facendo pratica.

Anche quando l’intervista è stata programmata ed il giornalista è stato così cortese da farci avere le domande in anticipo nessuno potrà impedirgli di fare “domande fuori programma”… è il suo lavoro ed è suo pieno diritto chiedere ciò che ritiene utile per i suoi lettori. Potrete decidere di non rispondere o di divagare, ma se il giornalista sa fare il suo mestiere e ha fatto i compiti a casa potrebbe mettervi all’angolo e obbligarvi a lavare in pubblico molti panni sporchi.

Di certo, come dimostra questo spezzone divenuto virale, non potrete nascondervi dietro un “Non lo so” o un “Non ne ho idea”, perchè mentre vi intervistano voi rappresentate l’azienda e soprattutto se ricoprite una carica di rilevo non è ragionevole credere che non  sappiate rispondere (siete messi veramente così male?). Chi ascolterà penserà  che non vogliate rispondere e che quindi stiate mentendo. Guardate il video e chiedetevi che impressione vi fa…

 

Questo è quanto è successo a Mark Zuckerberg arrivato al congresso per parlare di Libra, la nuova moneta elettronica di Facebook, ma  che ha dovuto affrontare alle domande incalzanti di Alexandria Ocasio-Cortez su Cambridge Analytica. La deputata democratica ha incalzato il numero uno di Facebook su quello che ha definito “il più grande scandalo sui dati che ha avuto un impatto catastrofico nelle elezioni del 2016” mettendolo in difficoltà.

Tra il resto, come questa situazione ben dimostra, oggi non si tratta più solo di prepararsi per un’intervista dato che ogni apparizione pubblica o semi pubblica (come ad esempio un evento aziendale interno, un incontro con un cliente in un ristorante) può diventare un momento di comunicazione che con pochi click diventerà virale.

Il consiglio è quindi di:
– analizzare i punti critici e immaginare una serie di “nasty questions”
– concordare con il proprio ufficio comunicazione (e in alcuni casi con l’ufficio legale) delle risposte veritiere e sostenibili
– esercitarsi nel rispondere ad alta voce a queste domande per essere sempre pronto ad affrontarla