{"id":2743,"date":"2017-05-07T18:19:02","date_gmt":"2017-05-07T18:19:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/?p=2743"},"modified":"2017-05-07T19:21:36","modified_gmt":"2017-05-07T19:21:36","slug":"fmsi-studio-epidemiologico-confronta-dati-scientifici-a-opinioni-atleti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/fmsi-studio-epidemiologico-confronta-dati-scientifici-a-opinioni-atleti\/","title":{"rendered":"FMSI: Studio epidemiologico confronta dati scientifici a opinioni atleti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/CS_studio-epidemiologico_rev.2017.05.03.pdf\">Scarica il comunicato in Pdf<\/a><\/p>\n<p>Lo studio epidemiologico che la Federazione Medico Sportiva Italiana ha presentato a &#8216;Tuttofood&#8217; nell&#8217;ambito della Campagna nazionale di educazione alimentare &#8220;Nutrizione \u00e8 Salute&#8221; rappresenta un&#8217;assoluta novit\u00e0 in Italia. Per la prima volta, infatti, sono stati messi a confronto i dati scientifici emersi dalle visite mediche specialiste effettuate a chi svolge attivit\u00e0 sportiva e le dichiarazioni rilasciate dagli atleti in sede di anamnesi.<br \/>\nIl progetto \u00e8 stato coordinato dal Professor Arsenio Veicsteinas, Presidente del Comitato Scientifico-Culturale della Federazione Medico Sportiva Italiana. Sono stati coinvolti 17 centri su tutto il territorio nazionale e pi\u00f9 di 24.000 atleti (24,4% donne, 75,6% uomini), l\u201981% dei quali agonisti. Durante la visita di idoneit\u00e0 all\u2019attivit\u00e0 sportiva i Medici della FMSI hanno sottoposto alle persone che si sottoponevano a visita due questionari. Il primo, composto da 34 domande, con 240 possibili risposte a scelta, era incentrato sulle abitudini e sulla conoscenza di se stessi. Il secondo, con 18 domande e 172 diverse possibilit\u00e0 di risposta, mirava a conoscere le abitudini e le preferenze alimentari e nutrizionali. I Medici certificatori, in sede di visita, dovevano, sulla base degli screening effettuati, compilare la cartella clinica, indicando &#8211; attraverso ben 18 domande con 68 diverse possibilit\u00e0 di risposta &#8211; i relativi dati antropometrici e clinici (cardiologici, spirometrici, dell\u2019acuit\u00e0 visiva, ecc.).<br \/>\nObiettivo primario dello studio \u00e8 stato quello, innanzitutto, di elaborare una fotografia dello stato di salute della popolazione italiana che si sottopone a visita medico-sportiva, evidenziando il ruolo sanitario, preventivo e sociale, di filtro, della visita di idoneit\u00e0 e i benefici indotti dalla attivit\u00e0 fisica sullo stato di salute a fini preventivi primari e secondari, oltre a fornire interessanti indicazioni sugli orientamenti verso lo sport prescelto e sulle abitudini alimentari e nutrizionali degli sportivi.<br \/>\nDi assoluto interesse i dati emersi: in pratica gli atleti tendono a sovrastimare alcuni sintomi o patologie e a sottostimarne altri.<br \/>\nPer quanto riguarda le patologie ortopediche emerge che in molti casi gli atleti professionisti sottostimano il problema. In particolare, in sede di prima visita solo il 2,8% in sede di anamnesi ha espresso problemi relativi alla scoliosi o a paramorfismi, mentre in sede di visita il 9,9% di essi aveva questo tipo di complicazione. Indicativi anche i dati relativi al dorso curvo (nessuno ne ha parlato in sede di anamnesi, mentre il 3% ne soffre realmente) o all\u2019iperlordosi lombare (0,4% in anamnesi contro il 4,7% di atleti affetti da questo problema). Anche in sede di seconda visita gli atleti sottostimano le proprie problematiche ortopediche: ad esempio, il 2,7% parla col medico dei problemi relativi a scoliosi o a paramorfismi, mentre in realt\u00e0 ne soffre il 5,4%; e ancora l\u20191,5% crede di avere come difetto quello delle scapole alate, problema che in realt\u00e0 interessa il 2,9% degli atleti visitati. Solo lo 0,1% dichiara di soffrire di iperlordosi lombare, ma \u00e8 il 2,5% di loro che accusa questa problematica.<\/p>\n<p>I dati si capovolgono quando si parla di apparato cardiovascolare. In questo caso il 23,1% degli atleti in sede di prima visita ha riferito di soffrire di palpitazioni, capogiri, cardiopalmo o aritmie, mentre in sede di visita solo il 18,3% di loro \u00e8 risultato avere questi sintomi. Proporzioni simili in sede di seconda visita: 24,5% di atleti con questi sintomi, riscontrati per\u00f2 nel 15,6% dei casi.<br \/>\nDei 24.000 atleti coinvolti nello studio, l\u201984,2% \u00e8 risultato con un ECG normale contro il restante 15,8% con un ECG anomalo o chiaramente patologico. In particolare a questi ultimi sono stati richiesti, come la normativa prevede, ulteriori accertamenti come esami integrativi e nel 9,6% dei casi si \u00e8 riscontrato un problema patologico, per lo pi\u00f9 dovuto ad aritmie, che ha richiesto ulteriori valutazioni o imposto limitazioni nello sport da praticare. Una percentuale che sul campione di 24.000 atleti, comprendendo anche le limitazioni dovute a problematiche di varia natura, ammonta a circa 4 atleti ogni 1.000 visitati.<br \/>\nUna seconda parte dello studio si \u00e8 concentrata sull\u2019alimentazione e sulle preferenze a tavola dell\u2019atleta di ogni et\u00e0. In sintesi, \u00e8 emerso che il 91% degli atleti fa regolarmente colazione al mattino, ma solo il 75% tutti i giorni, distribuendo le preferenze tra latte, frutta e yogurt. Solo il 58% degli atleti assume spuntini al mattino o merende nel pomeriggio; il 69% consuma frutta o verdura tutti i giorni, mediamente con 2 porzioni al giorno. La carne \u00e8 preferita dagli atleti con il 93% e il 58% con due porzioni a settimana, suddivisa tra carne bianca (50%), manzo (31%) e maiale (19%).<br \/>\nTra gli alimenti pi\u00f9 consumati poco prima dell\u2019attivit\u00e0 fisica vi sono l\u2019acqua (40%), i cereali e i derivati (12%). Al termine dell\u2019allenamento e della gara ancora acqua (39%) e cereali (11%).<br \/>\nAgli atleti coinvolti nello studio \u00e8 stato chiesto quali, a loro parere, siano gli alimenti pi\u00f9 adatti al loro stile di vita. Le risposte sono state nella grande maggioranza acqua e pasta, mentre un 19% ha risposto &#8216;integratori&#8217;. Fra i cibi da evitare gli atleti mettono ai primi posti i dolciumi, i grassi e i fritti per la scarsa digeribilit\u00e0, mentre una percentuale modesta considera il latte come un elemento non appropriato.<br \/>\nNe emerge un quadro interessante che incoraggia il Medico dello Sport ad essere accanto all\u2019atleta anche nella programmazione della sua alimentazione. Poich\u00e9 circa il 40% degli intervistati erano minorenni, ben vengano i consigli per le famiglie, soprattutto per le mamme, e per le mense scolastiche, a cui tutti spetta il non facile compito di educare ad una sana e corretta alimentazione.<br \/>\nDa tutti questi dati emerge con forza anche l\u2019importanza della figura del Medico Specialista in Medicina dello Sport, che \u00e8 alleato dell\u2019atleta e che riveste anche un ruolo sociale fondamentale. L\u2019attenzione nei confronti di chi pratica sport deve essere completa: non ci si limita ai soli ECG, ma si effettuano esami dettagliati per individuare anche quelle patologie minori che, pur non controindicanti la pratica dell\u2019attivit\u00e0 sportiva, possono ridurre la qualit\u00e0 di vita dell\u2019individuo e comportare danni futuri; e non da ultimo, consigli e indicazioni che riguardano l\u2019educazione alimentare. Il tutto per favorire la diffusione della pratica dell\u2019attivit\u00e0 fisica correttamente prescritta dallo Specialista quale strumento indispensabile di salute\/benessere, nonch\u00e9 in chiave di sostenibilit\u00e0 del Sistema Sanitario Nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta, infatti, sono stati messi a confronto i dati scientifici emersi dalle visite mediche specialiste effettuate a chi svolge attivit\u00e0 sportiva e le dichiarazioni rilasciate dagli atleti in sede di anamnesi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2780,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[108],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2743"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2743"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2743\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2762,"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2743\/revisions\/2762"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2780"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.dagcom.com\/VPO\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}